___________________________________Posted: January 26, 2011 23:24 PM

© Estate Leonor Fini Galerie Minsky
Leonor Fini
Portrait of Manolo Borromeo, 1944
___________________________________Posted: January 25, 2011 12:54 PM


© Estate Arturo Ghergo
Leonor Fini fotografata da Ghergo in mostra a Gorizia
Con Arturo Ghergo, negli anni Venti dello scorso secolo, inizia in Italia la fotografia improntata sul fascino. Ghergo, nel suo studio romano, immortala soprattutto donne, esponenti della nobiltà, signore in vista, ma soprattutto le eroine della fabbrica di fascino per eccellenza: il cinema. Alida Valli, Valentina Cortese e tutte le attrici dei “telefoni bianchi” sono i suoi soggetti preferiti e molti di quegli scatti si possono ammirare fino al 31 gennaio al castello di Gorizia (Musei Provinciali) nella mostra “Arturo Ghergo, il glamour autarchico. Fotografie per il cinema 1930-1959”. La mostra, curata da Claudio Domini con Cristina Ghergo e Gloria Fulgori, presenta anche alcune foto di personalità del mondo dell’arte tra cui spiccano Leonor Fini e Irene Brin. Leonor Fini, durante il suo soggiorno romano (1943-45), frequenta lo studio di Ghergo e lui la ritrae varie volte. Nella mostra goriziana è presente una foto in cui Leonor Fini tiene in mano un cappello di paglia. Celebre è un altro scatto di Ghergo che vede l’artista di profilo. La mostra purtroppo non prevede un catalogo. Catalogo che invece è disponibile alla mostra “Autoritratti triestini. La donazione Hausbrandt” allestita al Museo Revoltella di Trieste fino al 6 marzo: si tratta di una raccolta di opere di artisti triestini o dell’area giuliana donate al museo dai collezionisti Lylla e Roberto Hausbrandt, tra esse spicca il noto autoritratto di Leonor Fini col cappello rosso del 1968.
Corrado Premuda
ARTURO GHERGO (1901–1959)
Nativo di Montefano (Macerata), dove aveva appreso i rudimenti della tecnica fotografica nello studio del fratello Ermanno, Arturo Ghergo era giunto a Roma nel 1929, con il proposito di affermarsi come il miglior fotografo della Capitale. Nonostante i mezzi economici fossero inadeguati, riuscì ad aprire uno studio nella centralissima via Condotti e a farsi conoscere nell’ambiente dell’alta società romana come ritrattista raffinato e originale, anche grazie ad una tecnica di ripresa e di successiva manipolazione delle immagini di straordinaria qualità. Dalla metà degli anni Trenta è il ritrattista prediletto dall’aristocrazia romana e dal mondo cinematografico. Praticamente tutti i divi di Cinecittà passano dallo studio di via Condotti 61, per esigenze legate alla produzione dei film di cui sono protagonisti, ma anche per vezzo personale, tale è il riconoscimento goduto da Ghergo nel suo ambiente. Ghergo non ama la celebrazione del potere e, seppur ambito come ritrattista da molti personaggi celebri del mondo istituzionale, raramente si concede, lo farà per Pio XII, per l’allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, per Alcide De Gasperi e per Giulio Andreotti. Accanto alla ritrattistica nella produzione di Ghergo trovano posto le immagini di moda, in quegli anni poco o nulla praticata come “specialità fotografica”, e di cui egli risulta indubbiamente un precursore, e qualche incursione nella pubblicità, prevalentemente per la Ferrania. A metà degli anni Cinquanta, in quelli che saranno gli ultimi anni della sua vita, decide di dedicarsi con trasporto alla pittura, di cui ci restano pochi ma apprezzabili esempi. Muore a Roma nel gennaio 1959. Alla sua morte la moglie Alice prima e la figlia Cristina poi, proseguiranno l’attività dello studio.
____________________________________Posted: January 11, 2011 13:40 PM

Autoritratti triestini.La donazione Hausbrandt
Civico Museo Revoltella
via Diaz 27 Trieste Italia
Venerdì 14 gennaio alle ore 18:00

NEW PUBLICATION OF THE MINSKY GALLERY AND GALLIMARD-LE PROMENEUR EDITIONS Galerie Minsky
____________________________________Posted: January 5, 2011 22:00 PM

Mara Chiaretti negli anni '60 con il quadro di Leonor Fini Le fait accompli, 1967 olio su tela 81 x 116 cm
© TeamMignak

Mara Chiaretti si è occupata da sempre di arte contemporanea scrivendo su quotidiani e settimanali. Dal 1967 al 1972 ha diretto la Galleria d'Arte Iolas-Galatea e poi, fino al 1989, si è occupata di arte contemporanea nello Studio Mara Chiaretti di Roma. Nel 1997 ha diretto il documentario Swing Heil (premio Sacher d’Argento 1998) e nel 1999 Em Shakulà – Madre senza (Menzione speciale della Giuria al Festival Arcipelago 2000). Nel 2001 ha diretto Davai bistrè! Avanti presto! prodotto da Nanni Moretti e Angelo Barbagallo per la serie “I diari della Sacher”, presentato al Festival cinematografico di Venezia 2001.
____________________________________________________Posted: January 4, 2011 10:50 AM

Leonor Fini Chat, 1953 oil on board 80 x 59 cm The CatCabinet Collection
© Galerie Minsky Estate Leonor Fini

© photo by Sr. Marcelo Horacio Maquieira (http://dianepernet.typepad.com)
Fini's cats mid-June in The CatCabinet
The CatCabinet has recently acquired a new work of art: a portret by Leonor Fini (1908-1996) of her own cats. Fini was fond of her cats and was therefore very much attached to this painting: it was placed in her bedroom during her life. In honour of the new acquirement an exhibition has been recently opened in The CatCabinet.
LEONOR FINI
Leonor Fini (1907-1996) was an illustrious person in the French and international art world. She spent her childhood in the intellectual salons of Trieste, which was in those days an international cultural metropole where people of great renown like James Joyce and Italo Svevo found inspiration. In her teenage years Fini moved to Paris where she soon mingled with the artistic community. Among her friends: Picasso, Max Ernst and Henri Bresson Cartier. With Bresson Cartier she made a trip by motorcar around the world, in the thirties .
Fini lived together with the Italian diplomat and artist Stanislao Lepri –like Fini difficult to classify as regards his style- and the Polish literator Constantin Jelenski. Besides these two partners, Fini had many Persian cats.
Although she never considered herself a Surrealist, she nevertheless has participated in almost every major Surrealism exhibition. Nature, mythology and the ephemeral aspects of life are her favourite themes. Cats and felines play a prominent role. Her work consists mainly of paintings and drawings, but she also made stage scenes and sculpture.


© photo by Sr. Marcelo Horacio Maquieira (http://dianepernet.typepad.com)

Starting october the 4th: SPHINX SKINS, a Catshow in The CatCabinet with work by Geoffrey Lillemon and Sofie Zwerver.
SPHINX SKINS
A series of feline fashion portraits featuring 15-year old twins Terry and Lily among mechanical cat installations, SPHINX SKINS brings together for the first time the unique mind of Europe’s leading cat photographer Geoffrey Lillemon, with the creations of haute cat couturier Sofie Zwerver.
A flowing tea and bubbles party among the sumptuous interiors of an old Amsterdam mansion in the heart of the city, plays host to the exhibition opening on: October 3rd at 4pm 2010
Katten Kabinet Herengracht 497 Amsterdam
____________________________________________________Posted: January 3, 2011 12:00 AM

Invitation for the exhibition and book presentation:
Leonor Fini André Pieyre de Mandiargues
L'ombre portée. Correspondance 1932-1945
Le Promeneur -Éditions Gallimard, 2010
Exposition 1-16 décembre 2010
Institut Suédois
Hôtel de Marle
11, rue Payenne
75003 Paris
L’ Hôtel de Marle, 11 rue Payenne, fut la résidence de Leonor Fini et André Pieyre de Mandiargues de 1931 à circa 1952 (à l’exception des années de guerre).
© photo by Jean-Luc Marty (coutesy Corrado Premuda)
__________________________________Posted: January 1, 2011 09:20 AM


Thanks to Mr. Richard Overstreet
Leonor Fini André Pieyre de Mandiargues
L'ombre portée. Correspondance 1932-1945
Le Promeneur -Éditions Gallimard, 2010
Recensione al volume di Corrado Premuda Il Piccolo 13 dicembre 2010 — pagina 15 sezione: Cultura - Spettacolo
http://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2010/12/13/NZ_15_APRE.html
...
Dal 1932 al ’45 l’intensa relazione dell’artista triestina con lo scrittore André Pieyre de Mandiargues
...di CORRADO PREMUDA
_____________________________________________________________________Posted: September 27, 2010 08:20 AM



Arlette Souhami and Richard Overstreet
Arlette Souhami and Richard Overstreet - Estate of Leonor Fini (© copyright photo Team mignak.com,. CFM Gallery, New York, Swissinfo, Miami new time- All rights reserved)
Holder Arlette Souhami
Galerie Minsky www.leonor-fini.com Leonor Fini Official web site
Admirable, belle, sûre d’elle, drapée dans de grandes robes, c’est souvent ainsi que Leonor Fini apparaissait. Elle ne ressemblait à aucune autre femme, à personne.
C’était une grande dame, d’une distinction naturelle, d’une intelligence vive et d’une aura exceptionnelle. Elle subjuguait quiconque. Dans les années 1980, Arlette Souhami, gérante de la galerie Minsky eut la chance de rencontrer Leonor Fini. Alors débuta une grande aventure amicale et professionnelle.Arlette Souhami n’aura de cesse dès lors de s’occuper et de promouvoir au mieux l’œuvre de l’artiste en France et à l’international. La galerie Minsky demeure la galerie officielle de la Succession de l'oeuvre de Leonor Fini, elle en possède l'exclusivité mondiale.
À paraître : La Correspondance de Leonor Fini et d'André Pieyre de Mandiargues aux éditions Gallimard-Le Promeneur, Paris, fin novembre 2010. Nouvelle édition parue en 2010 de « Mourmour, conte pour enfants velus » de Leonor Fini, introduction de Robert Delaroche aux éditions La Tour Verte, Paris. Parution en 2009 de « Sphinx, The Life and Art of Leonor Fini » de Peter Webb aux éditions Vendome Press, New York, version anglaise de « Leonor Fini : Métamorphoses d’un art » biographie de l’artiste par Peter Webb paru en 2007 aux éditions Imprimerie Nationale, Paris.Nouvelle édition parue en 2007 de « Miroir des Chats » de Leonor Fini et Richard Overstreet aux éditions Slatkine, Genève.
Tous les catalogues cités sont disponibles à la commande, nous contacter.
La Galerie Minsky redéfinit son espace et concept en deux lieux:
Contact
Galerie Minsky
57, rue Vaneau
75007 Paris FRANCE
82, rue de la Faisanderie
75016 Paris FRANCE
(sur rendez-vous uniquement)
Ouvert du lundi au vendredi
10h-13h/14h-19h
Tél: +33 (0)1 55 35 09 00 / 03
et + 33 (0)1 40 72 69 07
Fax: +33 (0)1 55 35 09 01
Expositions de Leonor Fini par la Galerie Minsky :
> Leonor Fini, L'Italienne de Paris : Estampes et dessins inédits (22 septembre - 31 octobre 2009)
> Leonor Fini-Stanislao Lepri (30 juin - 30 septembre 2009)
> Miroir des Chats : Leonor Fini, peintures et dessins; Richard Overstreet, photographies. Exposition pour le lancement de la nouvelle édition de Miroir des Chats (24 octobre 2008 - 15 janvier 2009)
> Cabinet de Curiosités : Dessins et oeuvres de Leonor Fini et Stanislao Lepri. Objets de décoration et meubles (3 juillet - 11 octobre 2008)
> Leonor Fini, Métamorphoses d'un art, lancement de la monographie de Leonor Fini, publié aux éditions Imprimerie Nationale (5 décembre - 31 janvier 2008)
> Les Merveilles de la nature, Oeuvres érotiques (30 janvier - 17 mars 2007)
> 2007/2006/2005: Expositions Leonor Fini "hors les murs" : Japon (Tokyo,Umeda, Gunma,Nagoya); France (Rueil-Malmaison); Italie (Milan).
> Spectacles (août - septembre 2004)
> Leonor Fini : Théâtre (25 juin - 20 septembre 2003)
> Leonor Fini et le portrait (17 mai - 14 septembre 2002)
> Aquarelles (13 juillet - 29 septembre 2001)
> Les Premières Années à Paris 1931-1934, texte de Richard Overstreet (22 novembre - 20 janvier 2001)
> Autoportraits, texte de Georgiana M.M. Colville (20 avril - 24 juin 2000)
> Leonor Fini (novembre 1999 - janvier 2000)
> Les Chats de Leonor Fini (août - septembre 1999)
> Leonor Fini et le Théâtre (mars - mai 1999)
> Les Sphinx, Inauguration de la galerie (décembre 1998 - février 1999)
Courtesy Galerie Minsky, Paris
artist, photographer and assistant for years Leonor Fini

The salon of Leonor Fini in the 90s (© copyright photo Richard Overstreet - All rights reserved)

The study of Leonor Fini in the 90s (© copyright photo Richard Overstreet - All rights reserved)
The study of Leonor Fini in the 90s (© copyright photo Richard Overstreet - All rights reserved)
_________________________________________________________________________________________________Posted: September 20, 2010 08:20 AM
LEONOR FINI, CARICATURE D’ARTISTA:
DA BALTHUS A GUERZONI
Leonor Fini è uno di quei personaggi che ispira gli altri artisti. La sua forte personalità, il gusto innato per il bello e per il bizzarro, il suo essere sempre artista e opera d’arte di se stessa, ne hanno fatto un oggetto di osservazione e contemplazione, ieri come oggi. Non sono pochi i colleghi artisti che l’hanno omaggiata, già in vita, e che hanno realizzato opere di fantasia ispirate a lei. A parte scrittori, poeti, designer, pop-star che l’hanno a vario titolo celebrata e citata, è interessante la produzione di alcuni artisti che hanno reinventato il personaggio Leonor Fini sottoforma di caricatura. Già nel 1945 il pittore e scrittore Mino Maccari, quando la conosce a Roma durante la seconda guerra mondiale, trasforma Leonor e la sua aria snob da “diva dell’arte” in una serie di disegni ironici e pungenti che sbeffeggiano la completa estraneità della Fini dal dibattito artistico romano di quegli anni. Le vignette di Maccari vedono Leonor in versione “pittrice-guerriero” mentre combatte contro illustri colleghi artisti come Fabrizio Clerici e Renato Guttuso. Queste immagini corredano il libro le “Interviste di frodo” di Marcello Venturoli pubblicato da Sandron nel ’45. Tre anni dopo, quando Leonor rientra stabilmente a Parigi, conosce Balthus il quale, al termine di un loro incontro al ristorante Le Catalan, disegna a caldo una caricatura della collega sulla tovaglia di carta. Con pochi segni di matita, Balthus evidenzia l’elaborata acconciatura di Leonor Fini e anche lui sembra ironizzare sull’aria eccessivamente distaccata del personaggio. E veniamo ai giorni nostri: nell’estate 2010 Andrea Guerzoni, in vacanza a Trieste, trascorre una giornata al mare nello stabilimento balneare La Lanterna che sorge poco lontano dallo stabilimento Savoia che Leonor frequentava negli anni Trenta. Ispirato evidentemente dai luoghi in cui l’artista viveva, Guerzoni realizza un disegno sul retro di un poggia-bicchiere di birra: l’immagine rappresenta una Leonor ideale, da libro di illustrazioni, abbigliata come una bambina-principessa attorniata da una cornice di immancabili gatti. Qui il tratto caricaturale si scioglie in un omaggio affettuoso all’immaginario di un’artista del secolo scorso.
© Corrado Premuda-www.corradopremuda.com

Andrea Guerzoni, Portrait-charge de Léonor Fini, 2010
(© Andrea Guerzoni - All rights reserved)
courtesy www.andreaguerzoni.it

Balthus, Portrait-charge de Léonor Fini, 1948-1949
crayon sur fragment de nappe du restaurant Le Catalan, 24 x 17,5 cm
Inscription non authographe en bas à droit:Léonor Fini par Balthus
Collection D.M., Paris
Bibliographie: Jean Clair, Virginie Monnier, Balthus. Catalogue raisonné
de l'oeuvre complet, Gallimard, Paris, 1999
(© ADAGP, pour l'oeuvre de Balthus)
. 
Leonor trafigge Fabrizio Clerici, Renato Guttuso, Giorgio Morandi
Mino Maccari, illustrazioni in, Marcello Venturoli, Interviste di frodo, 1945,
successivamente in Leonor Fini vista dall'Italia. Ricostruzione di un dibattito,
in Maria Masau Dan (a cura di) Leonor Fini. L'italienne de Paris, catalogo della
mostra, Museo revoltella, Trieste, 2009


Leonor con i suoi fantasmi e il suo ritratto
Mino Maccari, illustrazioni in, Marcello Venturoli, Interviste di frodo, 1945, successivamente in Leonor Fini vista dall'Italia. Ricostruzione di un dibattito,
in Maria Masau Dan (a cura di) Leonor Fini. L'italienne de Paris, catalogo della mostra, Museo revoltella, Trieste, 2009
_________________________________________________________________________________________________Posted: September 19, 2010 22:50 PM

Leonor Fini in Bagheria, villa Palagonia 50s (photo Fabrizio Clerici © copyright Alinari, Firenze - All rights reserved)
courtesy www.archivioclerici.com
Leonor Fini Bagheria, villa Palagonia en Sicile dans une photo de Fabrizio Clerici

One of the best known and most visited monuments in Sicily: Villa Palagonia in Bagheria. |






Bagheria, villa Palagonia, September 2010 (© copyright photo Team mignak.com - All rights reserved)
_________________________________________________________________________________________________Posted: September 18, 2010 20:39 PM
Negli appartamenti di Leonor Fini
Salon de Leonor à Paris en photos
Richard Overstreet Derry Moore Jean-Pierre Buel José Alvarez Alpay Jacques Boulay

Musée de l’Hospice Saint-Roch
Rue de l’Hospice Saint-Roch
36 100 Issoudun
Alcune immagini del salone di Leonor Fini in rue de la Vrillière a Parigi. Il salone con gli oggetti è stato ricostruito al musée de l'Hospice Saint-Roch Issoudun, comune francese situato nel dipartimento dell'Indre. Nel museo, vicino alle altre stanze dedicate al post-surrealismo, è aperto al pubblico il salone di Parigi di Leonor Fini, presentato in una cornice di Giovanna Piraina. Il museo dispone di una sala permanente dedicata all'artista con la ricostruzione identica del salone di rue de la Vrillière, dove Leonor riceveva numerosi visitatori, gente di teatro, scrittori, artisti surrealisti. Questo allestimento vuole essere più di una semplice ricostruzione e, per l'importanza degli oggetti, è in realtà una vera e propria opera d'arte con supellettili che costituiscono un "set" unico per meglio evocare la personalità e lo spirito di Leonor che li selezionò nel corso degli anni. Luci, mobili, oggetti, sono firmati da grandi nomi della Scuola di Nancy, Louis Majorelle, Emile Gallé, mentre il tappeto è esclusivo firmato Leonor Fini. Attorno a questa stanza, un percorso multimediale con film, fotografie e tabelle illustra il lavoro e la personalità dell'artista.
Team mignak.com

Leonor Fini in Paris 70s (© copyright photo Nicolas Treatt - All rights reserved)






__________________________________________________________________________________________________Posted: September 17, 2010 22:38 PM
Simonetta Colonna di Cesarò


Leonor Fini, Portrait of Simonetta,1947-48; and Leonor in Paris 70s (© copyright photo Eddy Brofferio - All rights reserved)

![]()
Simonetta è stata un vero e proprio faro di Stile dagli anni '40 al 1972 (fino al suo ritiro dalle scene per dedicarsi allo studio del buddismo in India). Simonetta Colonna di Cesarò nasce a Roma il 10 aprile del 1922. Il padre, Giovanni Colonna Romano, duca di Cesarò, è deputato parlamentare per due legislature e nel '22 ministro delle Regie Poste e Telegrafi del primo governo Mussolini. Nel '24 si dimette per protesta contro i crimini del regime e diventa sorvegliato speciale. Si dedica all'arte, è traduttore di Kandinskij, ma non gode di buona salute e nel '40 muore. La madre, Barbara Antonelli, di origini russe, è una donna colta ed elegante. La piccola Simonetta, nel palazzo di via Gregoriana, viene educata secondo uno stile di vita cosmopolita: impara l'inglese, il francese, il tedesco e, più tardi, il russo. Le piace giocare con le bambole, ma non accetta giochi sulla sua libertà. Alcuni servizi moda di Vogue America la consacrarono icona del Made in Italy oltreoceano e non solo. Simonetta è tra i designer che presero parte alla famosa sfilata nella Sala Bianca di Palazzo Pitti nel 1951 sotto invito di Giovanni Battista Giorgini e vestirà donne del calibro della duchessa di Windsor, Lauren Bacall, Claire Booth Luce, Zsa Zsa Gabor, Norma Shearer e Dinah Shore. Leonor Fini le fu amica e cliente per molti anni, per lei inventò un pantalone-stivale nero; colore molto amato dall’artista. Dopo il matrimonio con Galeazzo Visconti è nel secondo marito, il sarto Alberto Fabiani, che Simonetta trova stabilità affettiva e grande intesa artistica. Sempre attenta al proprio look (la sua cappa maculata è il suo benvenuto nel suo regno) intervistata ultimamente confida chiaramente il suo punto di vista, condiviso anche da altri, sulla Moda « Oggi non ci si veste, ci si copre. Abbiamo tutti la stessa uniforme. Prima invece i vestiti erano belli anche sotto, gli orli erano dei veri capolavori, uno sbieco di seta pura. La società è cambiata, non ci sono più i ricevimenti, e nemmeno le persone per stirare i vestiti. Al cinema solo film violenti, che fine hanno fatto le belle storie d'amore? ».
Team mignak.com



L'architetto Piero Pinto, donna Simonetta Colonna di Cesarò e Beppe Modenese a Firenze, 2008 (© photo by Giovanna Giannoni - All rights reserved)
_____________________________________________________________________________________________________Posted: September 15, 2010 07:15 AM
Special thanks to:
Luca Corbetta
James McKee
Gagosian Gallery, New York and Rome
Vezzoli la ritrae come testimonial del suo profumo immaginario, Simonetta Colonna la racconta nella sua autobiografia
LEONOR FINI, L’ICONA CHE ISPIRA ARTE E MODA
di Corrado Premuda
Alberto Savinio, nel suo originalissimo processo narrativo in equilibrio tra la rievocazione fantastica e le invenzioni surrealiste, aveva dato vita, nel 1942, all’opera “Narrate, uomini, la vostra storia”, una raccolta di autobiografie immaginarie. E in qualche modo nei suoi progetti creativi cavalca quell’idea di paradosso artistico, mescolato sapientemente con il potere dei media nella cultura contemporanea, anche Francesco Vezzoli, il giovane artista di Brescia considerato da molti l’esponente oggi più interessante della scena dell’arte italiana. Puntate pilota per un reality ispirato a Pasolini che non verrà mai trasmesso, una soap-opera immaginaria sulla regina del fado Amalia Rodrigues, il trailer per il remake hollywoodiano del “Caligola” di Gore Vidal che non sarà mai prodotto né interpretato, la campagna elettorale televisiva di due candidati mai eletti, la prima a New York di una versione di “Così è (se vi pare)” che non sarà mai messa in scena. Sono questi alcuni dei progetti che hanno portato Vezzoli alla ribalta della scena internazionale. Anche perché le sue provocazioni d’arte mediatica riescono sempre a coinvolgere nomi di primissimo piano dello spettacolo: Catherine Deneuve, Marianne Faithful, Lauren Bacall, Sonia Braga, Gore Vidal, Helen Mirren, Courtney Love, Sharon Stone sono alcune delle star che si sono prestate a interpretare i suoi mancati e ironici eventi artistici. L’ultima trovata di Vezzoli è il lancio di “Greed”, un profumo inesistente. Replicando le strategie e l’estetica di marketing, questa volta sono dieci donne dell’arte del Novecento a promuovere il prodotto che non c’è: Leonor Fini, Tamara de Lempicka, Frida Kahlo e Tina Modotti appaiono come testimonial del profumo in una serie di ritratti, ricamati dallo stesso Vezzoli, in formato manifesto: ciascuna sta in posa con il flacone vicino. Nel caso di Leonor Fini l’omaggio di Vezzoli si può considerare doppio: viene ricordato anche il ruolo fondamentale dell’artista di origini triestine nel campo del design e della pubblicità. Fu lei infatti a disegnare per Elsa Schiaparelli la famosa bottiglietta di profumo a forma di busto femminile, un oggetto entrato a tal punto nell’immaginario della moda da venir ripreso, vent’anni fa, da Jean Paul Gautier per il suo profumo. Leonor Fini aveva inventato anche il logo delle famose scarpe “ballerine” per Rose Repetto e aveva disegnato diverse etichette per vini pregiati, dal Chateau Mouton Rothschild nel 1952 al Vino della Pace di Cormòns nel 1993. La mostra di Vezzoli, allestita alla Gagosian Gallery di Roma nel 2009, è completata dallo spot pubblicitario diretto da Roman Polanski in cui Michelle Williams e Natalie Portman lottano per il possesso di un flacone di “Greed” che porta ironicamente sull’etichetta una foto dell’artista bresciano.
In campo editoriale, di Leonor Fini racconta Simonetta Colonna di Cesarò nella sua autobiografia uscita da Marsilio, “Una vita al limite”. La prima donna della moda italiana ricorda la presenza di Leonor nel palazzo dei suoi genitori a Roma negli anni Quaranta, ospite ricercata dei ricevimenti della madre, e poi confessa che la Fini divenne la sua cliente preferita: “Bruna, istrionica, aveva grande intuito e sensibilità per la moda, ed era una gioia vestirla.” Leonor aveva uno stile personale, semplice e sorprendente insieme. Le piacevano i lunghi mantelli volteggianti, i poncho e gli scialli, che portava in modo teatrale. “La sua tavolozza di colori”, scrive Simonetta Colonna, “non cambiò mai: amava il nero, nero con qualche tocco bianco, oppure il rosso. In inverno indossava quasi sempre stivali col tacco alto e cappelli di pelliccia alla cosacca.” Tra le due c’era una vera amicizia: caso raro, sottolinea la creatrice di mode, dal momento che “Leonor non si curava troppo della compagnia delle donne.”
© Corrado Premuda-www.corradopremuda.com

FRANCESCO VEZZOLI, Greed, A New Fragrance by Francesco Vezzoli,
courtesy Gagosian Gallery New York - Rome
(© copyright photo by Guy Ferrandis - All rights reserved)


FRANCESCO VEZZOLI, Greed, A New Fragrance by Francesco Vezzoli, February 6-March 21, 2009
Installation view. courtesy Gagosian Gallery New York-Rome

Greed the new fragrance by Francesco Vezzoli 2009 (© copyright photo Guy Ferrandis - All rights reserved) courtesy Gagosian Gallery

Leonor Fini in Paris 50s (© copyright photo Horst P Horst - All rights reserved) © Horst P Horst by Horst Estate


Francesco Vezzoli e Corrado Premuda
Estratto dall'intervista a Eros Renzetti di Laura Gavioli, in Leonor Fini, l’italienne de Paris, catalogo della mostra, Trieste, Museo Revoltella, 2009
[…]
La tua amicizia con lei, cosa ti ha offerto?
Mi ha offerto lei; mi ha offerto Leonor Fini... da lei apprendevi tanto, anche della vita, solo parlandole... Per Leonor, negli ultimi anni, ero l’ultimo punto di riferimento in Italia, dopo il Re Luna, così a volte chiamava Fabrizio...
E mi telefonava spesso, di giorno, e certe volte anche in piena notte. Leonor è stata e sarà una «magica pietra» anche per altri artisti... Pensa che un giorno la mia amica Mara Chiaretti, gallerista con Mario Tazzoli e ora impegnata regista, legata da sempre a Fabrizio Clerici, a importanti artisti e fotografi, mi regalò dei cataloghi di aste di fotografia che lei aveva seguito in mezzo mondo; in uno di questi vidi una foto di Horst con Leonor in una strana posa; la feci ingrandire e gliela portai a Parigi. Lei ne fu sorpresa!
Non se la ricordava e non l’aveva nel suo archivio: venne pubblicata per la prima volta in una sua monografia solo nel 1997, dopo la sua scomparsa. Nel gennaio di quest’anno ho rivisto questa stessa foto ingigantita, rinata e reinterpretata con ricami su broccato da Francesco Vezzoli, artista che ama giocare con il glamour, in una sua seducente mostra da Gagosian, a Roma, nella quale venivano presentati, oltre a uno spot pubblicitario diretto da Roman Polanski, altri suoi ritratti di famose «donne dell’arte», da Tamara de Lempicka a Georgia O’Keeffe, come testimonial del suo profumo Greed, profumo che non esiste... Allora ho pensato, apprezzando molto il progetto di Vezzoli, che Leonor c’è, ed è ancora un magnete!
© Laura Gavioli

FRANCESCO VEZZOLI
Enjoy the New Fragrance (Leonor Fini for Greed), 2009
Inkjet on brocade, wool, cotton and metallic embroidery, custom jewelry,
70 7/8 x 51 3/16 x 2 inches (180 x 130 x 5 cm) VEZZO 2009.0003
GAGOSIAN GALLERY
© Francesco Vezzoli - All rights reserved
courtesy Luca Corbetta
_____________________________________________________________________________________________________Posted: September 14, 2010 09:15 AM

EROS RENZETTI
Portrait of Leonor Fini, 1983
oil on canvas, 49 x 39 cm
Work belonged to Leonor Fini
London, Private Collection
courtesy www.erosrenzetti.com
_______________________________________________________________________________________________________Posted: September 12, 2010 22:00 PM
______________________________________________________________________________________________________________Posted: August 30, 2010 06:00 PM 


Rafael Martinez, Leonor Fini assistant for years, with Eros Renzetti, 1996 (© copyright photo Alinari, Firenze)
____________________________________________________________________________________________________________Posted: August 30, 2010 03:40 PM 
Arlette Souhami and Richard Overstreet

Leonor Fini in the 50s (© copyright photo Fabrizio Clerici © Alinari, Firenze)




